Cultura

La Tuscia

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Civita di Bagnoregio 

Visitare la Tuscia Viterbese permette si scoprire tesori artistici poco conosciuti, paesaggi spettacolari ed anche di gustare l’ottima cucina del Lazio.

Il popolo etrusco dominava il Lazio e la Toscana prima della presa di potere dei Romani, questo regno è avvolto dal mistero, perché sono rimaste poche testimonianze della loro vita. Questo rende ancora più affascinante visitare le necropoli di Tarquinia e Cerveteri, che riproducono delle case vere e proprie. Rimarrete incantati entrando nelle tombe a tumolo, molte delle quali sono affrescate con meravigliose e realistiche scene di vita quotidiana, come la famosa Tomba del Leopardo, in cui si potrete osservare il dipinto di un ricco e festoso banchetto.

Altri importantissimi siti etruschi si trovano sparsi per tutto il territorio, vi consigliamo di visitare le necropoli di Olmo Bello, Polledrara e Bucacce, oltre ai resti dei villaggi del Gran Carro e di Arlena.

Il tour dei siti archeologici etruschi è perfetto anche per ravvivare le vacanze relax sul lago di Bolsena, una vera oasi di pace dove potrete staccare la spina dallo stress cittadino. La Tuscia viterbese è ricca di paradisi naturali, come la riserva ambientale del lago di Vico, dove potete ammirare fauna e vegetazione a rischio di estinzione.

Durante il vostro tour della Tuscia, vi consigliamo di visitare il Parco dei Mostri a Bomarzo, vicino a Viterbo. Bambini e adulti rimarranno incantati vedendo le fantasiose sculture e le piante rare del Bosco Sacro.

Visitare la Tuscia Viterbese è la scelta giusta per una divertente vacanza in famiglia.

 

Parco Archeologico di Vulci

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 Parco di Vulci

Una vasta piattaforma calcarea di circa 100 ettari protesa da un lato sul fiume Fiora ospita i resti di Vulci una delle più grandi città-stato dell’Etruria della quale la prima menzione nelle fonti antiche, è nei Fasti Capitolini dove nel 280 a.C. è riportata la vittoria di Tito Coruncanio sui Vulcenti e i Volsiniesi. Già nel IX - VIII sec. a.C. la cultura villanoviana è presente e vigorosa, ma è sul finire del VII e nel VI sec. a.C. che si forma la città politicamente forte che estende il suo dominio su un vasto territorio che dalla costa tirrenica arriva sulla sponda occidentale del lago di Bolsena. Benché distante dal mare 12 km ha un forte sviluppo marinaro e commerciale con la Grecia e l’Oriente, del quale sono testimonianza i ricchi corredi funebri oggi sparsi nei musei di tutto il mondo. La sua prospera agricoltura produce olio, vino e cereali che esporta assieme ai suoi rinomati bronzi nell’area mediterranea ed europea, mentre botteghe di orafi, scuole di ceramisti e di scultori locali si aprono agli influssi culturali esterni rielaborandoli in maniera attiva e personale.
Non minore è la sua attività politica che arriva a scalzare il predominio dei Tarquini su Roma con quel personaggio che è Servio Tullio (Macstarna) la cui saga legata ai fratelli vulcenti Vibenna è raffigurata negli affreschi della tomba François (IV sec. a.C.) nella necropoli di Ponte Rotto. La decadenza di Vulci inizia nel III sec. con la penetrazione romana, quando sconfitta, viene privata di una consistente parte del suo territorio e del suo accesso al mare. Sopravvive durante il periodo imperiale, ma nell’VIII sec.d.C. viene abbandonata e lascia di sé solo il ricordo nei suoi numerosi resti archeologici.
Nell’area dell’abitato, oggi oggetto di nuovi scavi e ricerche i resti etruschi si alternano e confondono con quelli romani. In più punti, laddove difetta la difesa naturale, appare la forte cinta muraria in blocchi regolari di tufo (IV sec. a.C.). Ben conservato il podio di un tempio etrusco sempre in blocchi di tufo (V sec. a.C.), una domus signorile tardo-repubblicana con i suoi numerosi e classici ambienti presso il cui perimetro venne costruito un Mitreo, i resti di un sacello dedicato ad Ercole i cui ex voto sono conservati nel locale museo ed altri edifici lungo la basolata via romana che sale dal Fiora e che ricalca l’asse Est/Ovest della città etrusca.
Il monumento più suggestivo di tutta l’area è il grandioso ponte detto "dell’Arcobaleno" (I sec. a.C.) che scavalca (30 m. di altezza) il Fiora presso il medievale castello della Badia (XIII sec).
Attorno alla città, con circonferenza ininterrotta, si estendono le vaste necropoli (Cavalupo, Ponte Rotto, Polledrara, Osteria, Campo di Maggio, Camposcala) con migliaia di tombe (IX - I sec a.C.) dalle forme e tipologia diverse: fosse, tumuli, tombe a cassone, tombe a camera, tombe a corridoio. A Ponte Rotto si erge il grandioso tumulo della Cuccumella (alto l8 m. e 65 di diametro), la Cuccumelletta e la Rotonda, e non molto distante è la ricordata tomba François, quella dei Tori, delle Iscrizioni e dei Due Ingressi. Presso il casale dell’Osteria sono visibili diverse tombe a camera con il soffitto scolpito ad imitazione delle strutture lignee dell’abitazione etrusca.
Particolarmente interessante il Museo archeologico nei locali del Castello dell’Abbadia che copre l’arco di tempo dal 2500 al I sec a.C. con il ricchissimo corredo della tomba della Panatenaica, ceramica etrusca e greca, bronzi, sarcofagi, ex voto ed elementi architettonici di templi e tombe.

Per Informazioni : 0766.89298 ~ www.vulci.it

 
 
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